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Cambiamo Messina dal Basso apprende con sgomento la notizia dell’assurda aggressione che ha colpito il Circolo Arci Thomas Sankara. Esprimiamo la massima solidarietà a tutte e tutti i militantii del Circolo e siamo a disposizione per contribuire ad una pronta ripresa delle attività.

Ogni presa di posizione contro la criminalità, ogni gesto di responsabilità verso la legge e la comunità, ogni lotta contro l’assuefazione ai reati, alle logiche e ai metodi della mafia, genera inevitabilmente timore. Un timore che da sempre i vigliacchi traducono in pressioni, intimidazioni, denigrazione delle idee e delle persone che le portano avanti, fino alla spudorata, irrimediabile lesione di proprietà, affetti, fisicità.
Oggi tocca a Maria Teresa Collica, sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto, a cui sono state tagliate le ruote della macchina; oggi tocca a Pino Maniaci, coraggioso giornalista di Telejato, a cui hanno ucciso i cani mascotte della trasmissione: a loro va tutta la nostra solidarietà personale e politica.
Abbiamo bisogno di partecipazione, di riappropriarci di una dimensione politica e sociale accessibile a tutti a partire dagli ultimi, da chi vede nei nuovi percorsi di legalità l’ombra del disagio perché sottraggono terreno a clientele e speculazioni mafiose. Percorsi che passano dall’informazione, quella precisa e esaustiva e dalla politica, quella pulita e appassionata.
Coloro che oggi vengono colpiti vilmente sono esempi di trasparenza e onestà: l’una, paradigma di questo nuovo -antico- modo di fare politica, di avvicinare lo Stato al cittadini, riducendo drasticamente spazi finora prepotentemente occupati dall’illegale; l’altro, autore apprezzato di un giornalismo sano, approfondito, eticamente integerrimo, fieramente resistente a qualsiasi “avvertimento”.
E’ di questo contributo che abbiamo bisogno, è di questo contagio virtuoso di valori non negoziabili che avvertiamo, oggi e sempre, necessità.
A Maria Teresa Collica e a Pino Maniaci, dunque, il nostro sostegno, l’incoraggiamento e la stima.
Rimaniamo accanto a voi nell’impegno per la legalità e la lotta a tutte le mafie.
CMdB

Domenica 16 novembre si è svolto il primo incontro pubblico sull’ipotesi della Messina Multiservizi organizzato da CMdB.
A partire dagli elementi cardine dell’idea che l’amministrazione ha in merito alla possibile creazione di una multiservizi che concentri la gestione di trasporti, rifiuti e servizio idrico, ci siamo confrontati ed abbiamo raccolto i nostri interrogativi, le perplessità e le richieste.
Queste sono le domande emerse durante il dibattito:
– quali dovrebbero essere… il ruolo e le regole di composizione della commissione tecnica?
– siamo sicuri che verrebbe garantita la specializzazione di settore?
– si verificherebbe una razionalizzazione dei costi o una somma dei costi?
– che percorso farebbero le aziende che vanno a sparire? il destino è la liquidazione o la fusione?
– l’affondare (per debiti o disservizi) di uno dei rami della MM potrebbe provocare quello degli altri rami?
– perché è necessaria una commissione esterna?
– c’è la possibilità che, in futuro, una fetta della MM venga ceduta ad un privato?
alla luce del decreto Sblocca Italia non aumenta la possibilità della privatizzzazione?
– come si unificherebbero i vari contratti di lavoro?
– perchè non si tenta a Messina quello che si è fatto a Palermo con la gestione dei rifiuti?
– qual è la misura della socializzazione di eventuali vantaggi economici? (casse comunali e tasche dei cittadini)
– sono stati analizzati gli altri casi su scala nazionale?
– cosa succederà ai 1.800 posti di lavoro?
Accanto ai possibili vantaggi in termini di razionalizzazione dei costi e controllo pubblico, sono emerse perplessità sui rischi derivanti dal forte potere contrattuale che assumerebbe un soggetto così grosso.
E’ stata espressa la volontà da parte della grande maggioranza dei presenti che, nell’eventualità in cui si scelga la creazione della MM, essa abbia come forma giuridica quella dell’azienda speciale e non quella della società per azioni a capitale totalmente pubblico.
Si è trattato del primo di una serie di incontri di approfondimento e dibattito sul tema.
A breve sarà convocato il secondo incontro a cui prenderà parte anche l’amministrazione.
Nell’attesa, invitiamo tutti ad approfondire la questione per rendere il dibattito quanto più completo ed esaustivo possibile.

Il movimento Cambiamo Messina dal Basso aderisce alla manifestazione del comitato “Salviamo il Piemonte” di domani e si rende contestualmente disponibile ad un’incontro pubblico di confronto sul tema tra il Comitato ed il movimento.

Come già ribadito lo scorso 30 settembre “in materia di sanità è la regione ad avere competenza esclusiva” ed è all’Assessora Borsellino che chiediamo di:

a. rispettare i patti assunti con la città nel 2011, ossia di avere un presidio di 121 posti letto, presidio per il quale sono stati intrapresi lavori di ristrutturazione e spese risorse di noi contribuenti, in tal senso è proprio all’Azienda Papardo Piemonte che non andavano ridotti i posti letto;

b. garantire il diritto alla salute su tutto il territorio significa che il presidio è punto strategico anche per la provincia e i numeri di accesso parlano chiaro.

Movimento Cambiamo Messina dal Basso

“Lei lo aveva portato all’esasperazione”

leggiamo attonite e sbigottite il titolo scelto dalla gazzetta del sud – versione online (http://www.gazzettadelsud.it/…/Lei-lo-aveva-portato-all-esa…) per parlare dell’ultimo caso di femminicidio avvenuto nel nostro Paese.

Alla violenza subita da Tiziana, 36 anni, madre di due figli, come spesso accade per molte troppe donne assume oggi oltre che il volto del suo assassino anche le mani di chi scrive quel titolo anche se virgolettato, la violenza che i mass media italiani, intrisi di maschilismo, non riescono a non mostrare.

Sono 134 le donne uccise nel 2013, 126 nel 2012 e 130 nel 2011, notizie ed articoli di cronaca che usano termini ed aggettivi che implicitamente tendono a giustificare la violenza nei confronti delle donne sono sempre più frequenti, il gruppo Pari Opportunità di Cambiamo Messina da Basso crede sia l’ora che i mass media si assumano la responsabilità di cambiare il linguaggio utilizzato nel raccontare l’assassinio di una donna perché uno dei modi per fermare questa silenziosa strage e non nascondere e/o giustificare la violenza.

Gruppo Pari Opportunità – Cambiamo Messina dal Basso

Come noto da qualche tempo, l’amministrazione comunale ha avanzato l’idea di costituire una multiservizi che prenda il posto delle aziende c.d. “partecipate” ad oggi esistenti, a cominciare da ATM, AMAM e Messinambiente, al fine di ottimizzare il servizio e razionalizzare i costi.
Come risulta evidente, si tratta di una scelta dalla forte valenza strategica e non può, pertanto, non passare da un’attenta analisi pubblica, condivisa e partecipata. Non riteniamo che tale percorso debba limitarsi al solo canale Giunta-movimento politico di riferimento, come spesso avviene nei giochi della politica tradizionale, ma, al contrario, crediamo che sia necessario il più ampio coinvolgimento possibile della cittadinanza.
In tale prospettiva, il movimento Cambiamo Messina dal Basso organizza, per domenica 16 novembre, alle ore 16, presso la Sala Ovale di Palazzo Zanca, un incontro pubblico, come primo momento di confronto sulla questione e, in particolare, per:
– avere e condividere qualche informazione più chiara sull’idea di fondo della Giunta;
– discutere eventuali argomenti o critiche pregiudiziali;
– costituire un gruppo di lavoro aperto sul tema;
– stabilire un metodo di lavoro.

Siete tutte/i invitati e vi preghiamo di dare la più ampia diffusione a questa comunicazione.
Inoltre, qualora foste impossibilitati a partecipare all’incontro pubblico, ma foste interessati a far parte del gruppo di lavoro, potete contattarci tramite e-mail o facebook, così da registrare il vostro interesse e inserirvi nel gruppo stesso.

Sperando di vedervi numerose/i a questo primo incontro, un caro saluto a tutti voi.

https://www.facebook.com/events/1569696476585485/?fref=ts

Coordinamento Cambiamo Messina dal Basso

Il movimento Cambiamo Messina dal basso si associa alla presa di posizione delle consigliere Lucy Fenech e Ivana Risitano sulla sospensiva decisa del TAR in merito al ricorso contro l’isola pedonale Cairoli.
Nel confermare pieno sostegno alla politiche di viabilità dell’amministrazione Accorinti, e dell’assessore Cacciola in particolare, vogliamo esprimere il nostro sdegno per il modo in cui una semplice decisione di civiltà, la norma in tutte le principali realtà europee, sia stata trasformata in un terreno non già di confronto politico, al quale questa Amministrazione e questo movimento sono sempre stati pronti, bensì in un gioco  infantile di ripicche e teatrini (come non ricordare, a proposito, la squallida arena in cui si trasformò il consiglio comunale aperto, convocato su questa vicenda). Il tutto a scapito del benessere e della salute delle famiglie messinesi, che la loro posizione, forte e chiara, sull’isola pedonale l’hanno espressa, manifestando a migliaia, spontaneamente, in un pomeriggio estivo, quando sarebbe stato molto più facile (e, per alcuni, normale) starsene in spiaggia.
Non ci appartengono logiche squadriste e non ci uniremo a chi addita e attacca quei pochi commercianti che si sono pronunciati contro l’isola. Ma poniamo, con forza, una questione politica seria: perché per alcuni consiglieri comunali gli interessi individuali di qualche commerciante valgono più del benessere e della volontà di un’intera città?  Quando riusciremo a liberarci di queste logiche opache e particolariste?
Concludiamo ricordando ai goffi giuristi improvvisati, che in queste ore si danno a una intensa attività comunicativa, che il pronunciamento del TAR è un mero accoglimento di “istanza cautelare proposta col ricorso” e che la questione verrà invece esaminata nel merito nell’apposita “udienza pubblica di trattazione” il 10 giugno 2015.
Rimettete in frigo lo spumante. Noi, nel frattempo, siamo già all’opera per individuare e mettere in atto nuove forme di sostegno a quella che, ripetiamo, è una semplice questione di civiltà.
Sì isola.

A nome del movimento Cambiamo Messina dal basso,  

Federico Alagna, portavoce

Per amore di verità

La gara a mezzo stampa e social network tra chi sia l’artefice del trasferimento dei migranti dal Pala Nebiolo alla caserma di Bisconte mi sembra una delle cose più squallide di questa giornata.
Mi amareggia dirlo, ma giorno dopo giorno ho sempre più forte il sospetto che le strumentalizzazioni si sprechino. E mi indigna che ad essere in mezzo alle bombe degli attacchi politici (unidirezionali, peraltro) siano proprio quelle persone che nei proclami vengono dichiarate bisognose di tutela.
Sono stata lunedì mattina in sopralluogo all’ex caserma di Bisconte con Valentina Zafarana e Francesco D’Uva, e ho avuto modo di vedere che le camerate erano vuote. E’ stata questa l’informazione che ho dato all’assessore Mantineo quando ieri pomeriggio abbiamo parlato della necessità di provvedere al trasferimento dei migranti (tutti, non solo i minori) del Pala Nebiolo per via dell’allerta meteo, e lui aveva avuto in mente un ex IPAB da allestire con brandine. Mi chiedo come mai la vice-prefetto Cerniglia non gli abbia detto, quando l’ha chiamata, che la procedura si era già avviata grazie alla sollecitazione dell’Ente gestore, se effettivamente è questo quello che è successo. Mi chiedo perché gli abbia risposto che l’amministrazione poteva agire tramite la protezione civile. Mi chiedo perché nelle rapide telefonate tra consigliera comunale, assessore ai servizi sociali, assessore alla protezione civile, sindaco e vice-prefetto non sia emerso questo elemento della relazione dell’Ente-gestore, e la vice-prefetto Cerniglia abbia accettato di buon grado la proposta e la richiesta del sindaco. Con questo non intendo dire che la sollecitazione dell’Ente gestore non abbia a sua volta influito, per carità: voglio solo contribuire a ristabilire un po’ di quella verità, oggi negata, alla base del comunicato dell’Amministrazione.
Dire, ancor più alla luce dei fatti appena esposti, che l’Amministrazione non si sia mossa, negare che dagli assessori e dal Sindaco sia partita la richiesta al Prefetto e che insieme abbiano concordato il trasferimento dal Pala Nebiolo a Bisconte, è disonesto. E dà conferma del gioco perverso che si sta continuando a fare su questa drammatica vicenda, mentre chi ha davvero le competenze per risolvere la situazione di tutte le donne e gli uomini, minori e adulti, presenti in tendopoli, rimanda questa scelta, nonostante i ripetuti appelli dell’amministrazione e della società civile.
Se tutte le persone, i politici, i giornalisti, i comuni cittadini, che dicono di avere a cuore la sorte e i diritti dei migranti si rendessero conto che giocare con le loro storie per sferrare attacchi politici è una profonda ferita alla loro dignità, forse questa questione sarebbe gestita con più responsabilità e umanità.

Ivana Risitano
Consigliera Comunale Renato Accorinti sindaco – Cambiamo Messina dal Basso

Il gruppo pari opportunità di Cambiamo Messina dal Basso invita la società a revocare il contratto con il tecnico Capuano dell’Arezzo e la Federcalcio a darsi un codice etico dove siano bandite tutte le discriminazioni.

La frase del tecnico alla fine della partita persa: “…in campo le checche non vanno bene. In campo devono andare gli uomini con le palle” non solo è palesemente scorretta politicamente ma denuncia ancora una volta lo stato di salute del mondo del calcio.Gli sport devono aiutare la crescita e la formazione dei ragazzi e non trasmettere gli istinti più deplorevoli e concezioni discriminanti.

Qui il video integrale:
http://youtu.be/HJK_Jgd6w84

Il 4 novembre si celebra in tutta Italia la vittoria militare del 1918. Consapevole che ogni guerra porta con sé il dramma delle numerose vite umane spezzate, allarmato per i troppo numerosi conflitti che lacerano l’intero pianeta, indignato per la scelta dei Governi di destinare alle spese militari altissime somme dei bilanci nazionali, solidale con tutti i profughi di guerra e contrario alle scelte di uno Stato che li “accoglie” in luoghi detentivi come una caserma o disumani come una tendopoli, convinto che il disarmo e la nonviolenza possano essere una risposta alternativa alle logiche di morte che ogni guerra rappresenta, il gruppo tematico “Nonviolenza, Pace, Disarmo, NoMuos” di Cambiamo Messina dal basso, insieme alla Comunità per lo sviluppo umano, invita tutte le cittadine e i cittadini di Messina all’Ora di silenzio per la Pace che si terrà in piazza Unione Europea, presso il monumento ai caduti, martedì 4 novembre alle ore 21.
Un’ora di silenzio è una scelta forte, una risposta controcorrente alla frenesia e alla violenza dei nostri tempi: un momento di condivisione in cui ci si riunisce intorno ad un simbolo di Pace e si lasciano la mente e il cuore liberi di
rigenerarsi, facendosi guidare dai testi che di volta in volta verranno proposti per stimolare la riflessione.  Ci fermeremo un’ora per pensare insieme alle situazioni di violenza personale e sociale che stiamo vivendo per poi immaginare una risposta diversa, quella nonviolenta, nella direzione di  una riconciliazione profonda con noi stessi e con gli altri.

https://www.facebook.com/events/711543758927821/