Svendere la Fiera e chiudere altri pezzi di fronte mare: l’Autorità Portuale ci riprova. E stavolta d’accordo con il Comune

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La nostra città sembra si stia abituando ai ricatti ideologici: “o si fa come dico io o l’alternativa è mandare tutto in rovina (o lasciare le cose nello stato pietoso in cui stanno)”. Si veda, in proposito, il caso del cosiddetto “Salva Messina”, con una narrazione zeppa di criticità e assenza di alternative assolutamente non rispondente al vero.
E’ quello che sta accadendo nuovamente in merito alla gestione della Fiera, con il protagonista di sempre, ovvero quell’Autorità Portuale che ne detiene la gestione per un’assurda interpretazione di un decreto ministeriale, messa in discussione solo dalle azioni del nostro movimento e dell’Amministrazione Accorinti, unici soggetti a ritenere che a gestire quest’area dovessero essere i cittadini/e messinesi e non qualche tecnico nominato da Roma.
L’Autorità Portuale, ovvero il soggetto responsabile dello stato di degrado e abbandono in cui lo spazio versa da anni, della chiusura alla libera fruizione di padiglioni, spazi esterni e della rovina del Teatro in Fiera, ripropone ancora una volta la stessa soluzione di sempre, ovvero un bando per un soggetto unico che gestisca tutta l’area fieristica, l’ex gasometro e il Teatro in Fiera (se mai verrà ristrutturato, dopo anni di promesse). Stavolta, però, con durata di 50 anni, anziché “solo” 25 ed includendo ancora più aree. Nel 2016 il bando fu emanato dall’Autorità Portuale nonostante la contrarietà dell’Amministrazione Accorinti e andò deserto. Oggi ci si riprova, peggiorando ulteriormente la situazione e, a quanto apprendiamo dalla stampa, con l’avallo dell’Amministrazione De Luca.
Davanti al ricatto del “o si fa così o tutto resta com’è” noi però non ci stiamo.
Le soluzioni alternative esistono, e sono quelle proposte dalla cittadinanza nel corso degli anni, con una gestione condivisa dello spazio da parte di più soggetti, offrendo così possibilità concrete di spazi in chiave aggregativa, culturale, turistica e di sviluppo economico al tessuto dei piccoli e medi imprenditori cittadini, agli operatori culturali e sociali della città. Sta qui la differenza tra chi, come noi, vuole proporre opportunità di sviluppo per Messina e chi, invece, desidera solo svendere spazi pregiati del nostro fronte mare a un unico soggetto, da individuare attraverso un bando costruito in gran segreto dall’Autorità Portuale, con l’avallo dell’Amministrazione De Luca.
Partecipazione non è pubblicare la propria agenda su Facebook, ma ascoltare realmente la voce dei cittadini e delle cittadine su questioni dirimenti.
Che siano i responsabili di anni di degrado e abbandono a dire che questa è l’unica soluzione per rilanciare questo spazio farebbe quasi sorridere, se non fosse un oltraggio alla città. Che tutto questo avvenga nel silenzio o, peggio ancora, con l’approvazione dell’Amministrazione De Luca è intollerabile.
La Fiera e il fronte mare devono essere restituiti alla fruizione libera di tutti/e i/le cittadini/e messinesi, non svenduti a qualche imprenditore di fuori per soddisfare esclusivamente le esigenze dei pochi che potranno permettersi di accedere a questi spazi privatizzati.

Cambiamo Messina dal Basso

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