La rete è come una piazza, un’agorà

La rete è come una piazza, un’agorà, dove in tanti si riuniscono per discutere e confrontarsi, ma anche per mettersi d’accordo su dove mangiare un gelato; il passante di turno con il motorino scarburato o la macchina con l’impianto e insulta tutti c’è sempre, purtroppo.

Chi pretende rispetto dona rispetto, elargisce educazione e scrupolosa diligenza.
Chi si é sentito leso scrive articoli che sfiorano la diffamazione come ad esempio:” PATRIZIA PANARELLO- BOCCIATA PER LE TROPPE ASSENZE …. Troppo impegnata come docente preferisce dedicarsi più alle sue lezioni che alle sue deleghe” oppure quanto affermato, con una superficialità che non può essere ammessa in chi ha il compito di informare correttamente, verificando prima di tutto l’esattezza delle fonti, nei confronti dell’assessore Cacciola a proposito di un inesistente debito nei confronti dell’amministrazione comunale.
Ricordiamo anche che il giornalista non assume incarichi e responsabilità in contrasto con l’esercizio autonomo della professione, né può prestare il nome, la voce, l’immagine per iniziative pubblicitarie incompatibili con la tutela dell’autonomia professionale.

Chi ci identifica, Tutti, “talebani” pubblica commenti anonimi che sono spesso da codice penale, non abbiamo querelato e non abbiamo fatto articoli contro tutta la redazione.
Da questo punto di vista Facebook “ci mette la faccia”… o quasi… e infatti come moderatori del gruppo siamo risaliti all’autore del commento e abbiamo immediatamente rimosso il commento, condannandone le forme e i modi.
Parole offensive di cui l’autore si è scusato immediatamente rendendosi conto della grave azione con molta umiltà.
Tutti possiamo sbagliare e D.M. ha scritto un’offesa pesante ma ci si dimentica che su Facebook (come tanti social) l’insulto e la volgarità sono la cifra standard ed è impossibile stare dietro a tutto (soprattutto dietro una mole bestiale di commenti a raffica) o peggio moderare giornalmente chi ne fa una “professione” – i cosiddetti troll.
Pur essendo “talebani” queste cose sono intollerabili anche per dei talebani dell’amministrazione che ogni giorno cercano di moderare un gruppo di oltre 3mila utenti liberi di confrontarsi e di dire la loro.
Da talebani facciamo postare ogni tipo di articolo anche critico con l’amministrazione Accorinti e con il movimento CMdB.
Gli “Accorintiani” devono fare ancora tanta strada e certi linguaggi non ci rappresentano, ma abbiamo aperto centinaia di finestra. Creato aspettative, riacceso speranze, chiesta partecipazione e collaborazioni, ascoltate centinaia di persone; quel lungo torpore di questa città, la rassegnazione e le barriere alzate stanno pian piano cadendo.
Arrivano segnalazioni, consigli, idee, critiche, braccia esperte, attenzioni, voce alta.
La casa più bella è quella dei nostri sogni costruita con le nostre mani.
La cosa più bella, che volge al sorriso, è sapere che chiunque verrà dopo, quando verrà, dovrà avere a che fare con tutto questo e non potrà esimersi.

Gli Amministratori gruppo Facebook ufficiale Cambiamo Messina dal basso
http://www.cambiamomessinadalbasso.it/

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