CMdB sui servizi sociali della città

Cambiamo Messina dal Basso sui servizi sociali della città

PREMESSA
Il completamento del percorso degli Stati generali dei servizi sociali della città di Messina ci offre la possibilità di una riflessione condivisa sullo stato di fatto e sulle strade da percorrere in futuro su questi temi, nella piena consapevolezza che ci troviamo di fronte all’ultima chiamata per un netto e marcato cambio di passo nella gestione complessiva dei servizi sociali. A nostro avviso, infatti, non ci si può permettere su questo fronte un fallimento che rischierebbe di mettere a repentaglio l’ottimo lavoro che l’amministrazione da noi sostenuta sta realizzando su una pluralità di fronti (rifiuti, trasporti, tutela del territorio solo per citarne alcuni).
Riteniamo necessaria, quindi, una revisione complessiva che ripensi i servizi nel loro complesso e che abbia come obiettivo prioritario la qualità delle prestazioni offerte, una giusta e completa tutela dei lavoratori e delle lavoratrici del settore, nonché una radicale riorganizzazione di quello che costituisce il “cuore” del funzionamento del sistema degli interventi e servizi sociali erogati dal Comune: il Dipartimento Politiche Sociali.

ORGANIZZAZIONE DIPARTIMENTO
La rimodulazione del Dipartimento è un aspetto cruciale e non può più essere rimandata, per quanto non ci sfuggano ovviamente quei problemi di carattere economico e amministrativo che fino ad oggi hanno reso molto difficile tale intervento. Il punto di partenza, a nostro avviso, non può che essere la figura del Dirigente, il quale dovrebbe essere un profondo conoscitore del settore e dovrebbe, ancora, essere dedicato al servizio a tempo pieno: l’assegnazione ad interim di questo incarico ci sembra incompatibile con la ricerca dell’eccellenza in questo settore. Inoltre, crediamo si renda necessario intervenire sul resto del personale attraverso tre distinte azioni:

• attività di affiancamento professionale ai ruoli chiave dell’organizzazione, con la finalità di formare altre figure con capacità avanzate che possano integrare o, un domani, sostituire quelle attualmente attive;
• potenziamento dell’organico, oggi sottodimensionato rispetto alle esigenze e alla mole di lavoro, mediante l’avvio di progetti di formazione sul campo (utili per l’acquisizione di crediti formativi) per gli assistenti sociali ed operatori in cerca di occupazione, nelle more di nuove assunzioni;
• rotazione di tutti gli attuali organi amministrativi e dipendenti del Dipartimento Politiche Sociali.

MONITORAGGIO, CONTROLLO E VALUTAZIONE
Un aspetto particolarmente critico riguarda lo svolgimento sistematico delle funzioni di monitoraggio, controllo e valutazione dei servizi e degli interventi sociali erogati, di competenza dell’Ufficio di Servizio Sociale Professionale del Dipartimento, che finora non sono state esercitate adeguatamente. Pertanto, si ritiene doveroso l’istituzione all’interno del Dipartimento di un Ufficio di Controllo e Valutazione composto da un numero di unità sufficiente a garantire periodicamente le attività di vigilanza, controllo e valutazione della qualità delle prestazioni rese e dell’efficienza del personale addetto all’erogazione del servizio.
Una vera verifica qualitativa può essere fatta soltanto se esiste un rapporto fra programmazione, controllo e verifica dei servizi attraverso approcci comparativi fra le diverse modalità di lavoro/servizi e la costituzione di una commissione di verifica. Risulta, perciò, opportuno ricercare modelli sperimentali per l’esercizio delle funzioni di vigilanza sugli erogatori del servizio; effettuare ricerche di gradimento promuovendo la partecipazione del cittadino alla verifica della qualità del servizio; offrire opportunità di comparare non solo le differenze fra beni e servizi, ma di porre attenzione alla specificità dei servizi sociali; interrogarsi periodicamente sui motivi della debolezza dei servizi sociali; considerare l’importanza della percezione del servizio in rapporto alla sua resa e valutare i bisogni dal punto di vista dell’offerta e della domanda.

GESTIONE DIRETTA, BANDI DI GARA E COOPERATIVE
Sosteniamo fortemente la gestione diretta da parte del comune di tutti i servizi sociali, pur senza entrare in questa sede nel merito della forma che tale gestione potrebbe assumere (azienda speciale, uffici comunali, multiservizi). A nostro avviso la gestione pubblica e diretta comporterebbe maggiore trasparenza, maggiore economicità, maggiore qualità per i fruitori, maggiori garanzie per i lavoratori e le lavoratrici del settore, che verrebbero stabilizzati, senza essere più soggetti a un sistema di bandi e precariato, spesso a scapito di professionalità e tutela dei diritti fondamentali. Nelle more di un simile cambiamento a 360 gradi, crediamo si renda ugualmente necessario rivedere le condizioni previste dai bandi stessi affinché questi consentano, senza margini o spazi di autonomia, di effettuare una selezione del personale sulla base del servizio da erogare, salvaguardando la professionalità dei lavoratori e delle lavoratrici e garantendo servizi di qualità, puntuali e standardizzati.
Sarebbe opportuno, inoltre, prendere dei provvedimenti e sanzionare le cooperative che non pagano gli stipendi ai dipendenti a fronte dell’aver ricevuto le risorse dal Comune, magari attraverso la rescissione automatica dei contratti e l’istituzione di una “black list” che inibisca alle cooperative che non rispettano i termini del servizio ottenuto in appalto la possibilità di partecipare ai bandi di gara per un determinato periodo di tempo. Al tempo stesso, massima attenzione e inflessibilità dovrebbe essere rivolta nei confronti della macchina amministrativa comunale, qualora sia essa a rendersi responsabile di ritardi negli accrediti alle cooperative.
Risulta doveroso anche, attivare un’interforze per intercettare e reperire i fondi regionali, ministeriali ed europei previsti per tutti i settori.

CARTA DEI SERVIZI, TRASPARENZA
Proponiamo, ancora, una Carta dei Servizi che non sia, com’è attualmente, una semplice guida ai servizi, ma un patto tra pubblica amministrazione, erogatore dei servizi e cittadini, che garantisca agli utenti non solo determinati livelli di qualità dei servizi, ma preveda anche controlli e sanzioni nell’eventuale venir meno di questi livelli quali-quantitativi, per la cui erogazione il produttore si è impegnato.

SERVIZI A DOMANDA INDIVIDUALE
Dopo la riorganizzazione della macchina amministrativa, risulta necessario intervenire anche sulla rete dei servizi offerti ai cittadini allo scopo di migliorare e valorizzare quelli già esistenti e di potenziarla mediante la costituzione di nuovi servizi, che contribuiscano ad accrescere e migliorare il livello di risposta dinanzi ai problemi e ai bisogni del territorio sempre più crescenti. Pertanto proponiamo:

• l’attivazione del servizio di Segretariato sociale in ogni quartiere, previsto dalla Legge 328/2000 che all’art.22 comma 4 lo pone tra i livelli essenziali di assistenza sociale da attivare in ogni ambito territoriale, con la finalità di dare ai cittadini informazioni precise sui servizi sociali pubblici e privati esistenti sul territorio, sulla loro regolamentazione e modalità di accesso, utili per una corretta programmazione degli interventi, rappresentando così un “ponte di collegamento” tra l’utente e il servizio da rendere a questi esigibile;
• l’attivazione del servizio di Pronto intervento sociale per le situazioni di emergenza personali e familiari, previsto anche questo dalla Legge 328, allo scopo di offrire una risposta concreta a situazioni impreviste e gravi per le quali si richiede un intervento tempestivo fuori degli orari di accesso ai consueti servizi sociali;
• l’apertura di un Centro diurno per anziani non autosufficienti o parzialmente autosufficienti per offrire loro la possibilità di socializzazione e attività riabilitative durante la giornata, rappresentando anche un valido ausilio per quei nuclei familiari che ospitano anziani poiché consentono al caregiver di non dover rinunciare all’attività lavorativa, potendo contare sull’assistenza diurna del proprio congiunto;
• la creazione di un Centro diurno socio-educativo e riabilitativo per disabili medio/gravi, per lo svolgimento di attività socio-assistenziali, socio-educative e riabilitative limitate a specifiche aree di intervento;
• l’apertura di un Centro diurno per minori in difficoltà, a rischio di isolamento ed emarginazione, con finalità educative e di sostegno alla vita quotidiana fornendo una risposta a situazioni di rischio quali maltrattamenti, disagio psichico, inadeguatezza genitoriale, famiglie multiproblematiche ecc.;
• l’aumento del numero degli asili nido da 3 a 6, uno per ogni circoscrizione, per andare incontro alle esigenze delle famiglie che intendono usufruire del servizio senza doversi spostare lontano dalla propria abitazione;
• la creazione di una struttura residenziale a bassa soglia di accesso, aperta 24 ore, per i senza fissa dimora, in accordo alla Legge 328 che ha abolito il domicilio di soccorso e all’art.6 comma 4 individua nei Comuni i soggetti che hanno l’obbligo di provvedere al ricovero stabile presso strutture residenziali di tutti coloro che si trovino in situazioni di grave disagio;
• in considerazione del notevole afflusso di cittadini stranieri nella nostra città, appare necessaria la costituzione di uno Sportello Informativo Immigrati con funzione di ufficio di informazione e aiuto nel disbrigo delle pratiche burocratiche inerenti la richiesta o il rinnovo dei permessi di soggiorno, le necessità abitative, sanitarie, scolastiche ecc. rivolto ai cittadini extracomunitari.

Le tante idee esposte in questo documento per una riprogrammazione complessiva del settore dei servizi sociali sono frutto di mesi di lavoro e confronto interno al movimento. Ci è stato possibile portarle all’attenzione dell’Assessore Mantineo in diverse riunioni: accogliamo pertanto con soddisfazione il fatto che l’Assessore abbia voluto fare sue molte di esse, inserendole nella discussione degli Stati generali. La nostra speranza, forte e irrinunciabile, è che queste idee vengano finalmente tradotte in atti concreti e che si compia davvero questa svolta che, a nostro avviso, non è in alcun modo più rinviabile.

Cambiamo Messina dal Basso

 

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