Burrasca piatta

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Qualcuno, ingenuamente, potrebbe pensare che i titoli di giornale (per la verità neanche tanti, né tanto eclatanti) sulle recenti evoluzioni dei processi Matassa e Corsi d’oro possano essere in qualche modo condizionati dal clima elettorale. La famosa giustizia ad orologeria, insomma. E invece no. Semmai è il clima elettorale ad aver annacquato un po’ l’informazione che, in momenti di minor fibrillazione comunicativa, avrebbe meritato certamente maggior spazio e dibattito pubblico.
Che un pentito racconti del condizionamento del voto attraverso le attività del consigliere comunale Pippo Capurro, ebbene sì, consigliere in carica nelle file di Forza Italia (subentrato ad aprile al dimissionario Pippo Trischitta), e non ex-consigliere come viene definito, chissà perchè, da Tempostretto e Gazzettadelsud.it, per mezzo delle attività di banco alimentare, sembra non fare notizia.
E che dire allora della richiesta del sostituto procuratore Costabile di aggravamento della pena ai vari imputati del processo Corsi d’oro 1, tutti riconducibili, a vario titolo, all’impero della formazione istituito da Genovese? Fingiamo di dimenticare che lo stesso abbia riempito le file a sostegno di Bramanti nelle prossime elezioni?
La riflessione che ne viene fuori, se si aggiungono anche i buoni benzina per la compravendita di voti denunciati (? è andata in Procura?) da Emilia Barrile, la stessa che presenta la sua squadra designata di governo utilizzando l’aula consiliare come fosse un locale privato, fa accapponare la pelle.
A fare da contraltare, nelle allegre cronache locali, il simpatico siparietto che l’inedita coppia Brancato – De Luca ha messo in scena sul tema della vicinanza presunta tra giornalisti e candidati. Al di là dei contorni cabarettistici della vicenda, il pensiero di tante e tanti attivisti di Cambiamo Messina dal Basso è però inevitabilmente andato alla vicenda, ancora aperta, di un articolo della stessa Brancato che conferiva un’immagine lesiva, a nostro parere, della reputazione e delle idee politiche di un attivista del movimento Cambiamo Messina dal Basso, peraltro candidato alla Presidenza della Terza Circoscrizione, Tonino Cafeo. Nonostante il Movimento CMdB abbia effettuato formale richiesta di diritto di replica (ai sensi dell’art. 8 della Legge 47/1948), la redazione di Tempostretto ha inteso non dare seguito alla richiesta. Di ciò ne è stata data, ovviamente, debita informazione all’Ordine regionali dei Giornalisti da cui si attende risposta.
Al di là del fatto che a moderare l’incontro citato ci fosse la moglie di un candidato consigliere (nelle liste di Saitta, ovvero Giorgio Muscolino tra l’altro ex assessore di Buzzanca, marito di Danila La Torre), sembrano ancora davvero troppe le commistioni continue, le aree grigie, in questa campagna elettorale, in cui candidati giornalisti, addetti stampa in incognito e sondaggisti maldestri sguazzano.

CMdB – Cambiamo Messina dal Basso 

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