Lettera aperta al giornalista Gian Antonio Stella

Messina 15/12/14

Gentile dott. Stella

Nell’articolo pubblicato a Sua firma dal Corriere della Sera lo scorso 11 dicembre, Lei mostra grande attenzione al tema del dissesto idrogeologico.
Chi le scrive è il Dott. Geologo Antonio Gambino, che da quasi venti anni esercitala libera professione in particolare sul territorio comunale di Messina.
Spesso con un forte senso di frustrazione ed impotenza, dovuta al fatto che il nostro Paese non ha mai pensato ad una seria pianificazione del territorio, che tenga in gran conto del suo stato di fragilità (e ad oggi mi sembra ancora lontano dal farlo). Non voglio entrare nel merito di alcune vicende da lei riportate, cui ha risposto con dovizia di particolare il sindaco della nostra città, in una lettera (il 15/12/2014 sul sito ufficiale della Giunta); quanto soffermarmi sul ruolo che lei affida all’ingegnere Capo del Genio Civile.
Dal suo articolo risulta quasi normale che il compito dell’Ingegnere Capo di Genio Civile (di qualunque città esso sia non importa) debba essere quello di fermare gli speculatori edilizi (e sono tantissimi nella nostra città, come in altre, per esempio penso a Genova, che ha un orografia molto simile a Messina). Ma le normative vigenti in materia affidano agli uffici del Genio Civile il ruolo di verificare l’idoneità strutturale dei manufatti rispetto alle normative in materia sismica (attualmente il vigente D.M. 14.012008), il tutto correlato con il contesto urbanistico e la sicurezza del territorio, in cui gli stessi si insediano. Specificato ciò, sono ben felice che l’ex ingegnere capo abbia svolto un ruolo di “sentinella del territorio”, bloccando alcuni progetti perchè inseriti in contesti urbani con viabilità inadeguate, piuttosto che insediati in aree collinari, sensibilmente acclivi, in cui la realizzazione dei fabbricati comportasse notevoli modifiche, alterando in maniera reversibile con sbancamenti e riporti il delicato equilibrio morfologico del territorio. Ma talvolta alcuni dinieghi posti in essere dal suo ufficio, non rispondevano a pieno a precisi criteri tecnici delle norme vigenti in materia.
Con la conseguenza, che lei ben conoscerà, che molti dei provvedimenti di diniego del Genio Civile con a capo l’ing. Sciacca, sono stati appellati al TAR.
Ma di questo lo stesso ing. Sciacca era consapevole, durante l’esercizio delle sue funzioni. Quindi a mio modesto parere, l’unico modo per bloccare le ORRIBILI, INUTILI e PERICOLOSE speculazioni edilizie, servono buoni Piani Regolatori; poi tutti gli enti preposti al controllo del territorio devono fare la loro parte. Su ciò mi sono trovato d’accordo con l’ing. Sciacca in alcuni dibattiti pubblici su questi temi. Quindi, nella convinzione che la corretta pianificazione dei territori, con riferimento alla loro fragilità, debba essere contemplata in primis nei P.R.G., sono fiducioso che la strada intrapresa dalla Giunta di Messina sia quella giusta, proprio perchè parte da uno studio della suscettività dei territori redatto da un gruppo di ricercatori dell’Enea, incaricati dal Comune di Messina all’indomani dei disastri di Giampilieri (novembre 2009).
A margine, devo riconoscere che mi è spiaciuto leggere che poichè nel nostro territorio si sono potuti verificare abusi edilizi (e potranno continuare a verificarsi, speriamo mai più) non dobbiamo più chiedere aiuto economico allo stato. Le ricordo che un conto sono gli abusi edilizi, un altro un disastro geomorfologico come quello che ha in parte devastato Giampilieri ed ucciso 37 persone. Quell’evento, che lei ci creda o no, con l’abusivismo non ha avuto nulla a che fare……………….ma è un altra vicenda, che spero un giorno poterle raccontare.
Cordiali saluti.

Antonio Gambino

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