Fiaccolata per le vittime del Mediterraneo

Il ribaltamento di un barcone che trasportava più di 700 migranti nel Canale di Sicilia avvenuto sabato notte, è l’ennesima tragedia preannunciata.
Politiche guerrafondaie di respingimento e di segregazione portate avanti dall’UE e dall’Italia hanno causato un’autentica mattanza di uomini, donne e bambini nel Mediterraneo, la cui unica “colpa” è stata quella di fuggire da fame, guerre, guerriglie, colpi di stato, dittature militari, terrorismo, deportazioni, stupri di massa e torture.

A Messina, città di sbarchi e che continua a vivere quotidianamente la disperazione di quanti attraversano le nostre strade nell’eterno tentativo di scappare e mettere in salvo la vita, vogliamo ricordare queste ennesime morti, vogliamo fermarci per un’ora, onorare queste esistenze che si sono perse per la crudeltà del capitalismo e di questo sistema di sussistenza occidentale che necessita di guerre, distruzioni e schiavitù imposte alle parti del mondo più povere per poter reggere i costi, i consumi e gli sprechi della parte di mondo in cui invece viviamo noi.

Non si tratta però di una semplice commemorazione, ma di un momento emozionale che per produrre effetti ha bisogno di una forte presa di coscienza da parte dei cittadini comuni attorno a delle ormai irrinunciabili richieste:
-l’istituzione di un cordone umanitario organizzato da ONU e UE in cooperazione, che dalle zone di guerra permetta una migrazione sicura e protetta affinché queste fughe disperate non debbano finire più in tragedia, secondo la proposta di Meltin Pot che potete sottoscrivere a questo link:

http://www.meltingpot.org/Appello-per-l-apertura-di-un-canale-umanitario-fino-all.html#.VTTLeiHtmkp

-l’ingresso legale in Italia sfruttando l’art.10 della Costituzione, organizzando un servizio di trasporto pubblico e gratuito, secondo la proposta di Anacleto Degli Esposti, che trovate al seguente link:

http://www.ildialogo.org/appelli/anacleto9122002.htm

-la cessazione delle attività dell’industria bellica italiana che è in palese contraddizione con l’art. 11 della Costituzione: se l’Italia ripudia davvero la guerra deve cessare di produrre e vendere armi.
Il seguente articolo è un minuscolo compendio delle enormi responsabilità italiane nei conflitti in Africa: i razzisti che inneggiano a respingimenti in mare e ai blocchi navali omettono sempre di dire pubblicamente che è il nostro paese a finanziare le guerre da cui milioni di migranti scappano.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/16/armi-fucili-e-interessi-lindustria-italiana-che-finanzia-le-guerre-dafrica/883136/

Il percorso che faremo domani sera con le candele in una mano, una breve introduzione alle ore 20 in Galleria Vittorio Emanuele, il silenzio della camminata e alla fine con gli interventi che ognuno di noi si sentirà di condividere, fino a Piazza Unione Europea di fronte al Palazzo Zanca.

Vi invitiamo ad essere numerosi: bisogna guardare in faccia la realtà e i volti persi fra le onde di tante, troppe vittime.

Siateci, pensateci e diffondete!

ps. Vi preghiamo di portarvi da casa una candela, una fiaccola e accendini/fiammiferi. Per chi proprio non potrà, provvederemo nei nostri limiti.

Evento Facebook
https://www.facebook.com/events/1637074056511731/

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