IL PROBLEMA NON E’ (SOLO) FRANCANTONIO GENOVESE

IvanaRisitanoNon m’importa prendere posto tra chi si stupisce o chi s’indigna o chi se l’aspettava. Simpatizzo per quelli che l’abitudine proprio non riescono a farcela e quindi si incazzano e scandalizzano ogni santa volta. Però anche chi afferma che in fondo è solo tornato a casa ha la sua parte di ragione.
Uno che ha usato la Cosa pubblica come Cosa propria ci sta che la coerenza ad un’ideologia non sappia manco dove sta di casa.
La cosa inquietante è ciò che sta per accadere al suo seguito, a quelli seduti in Consiglio Comunale. Io elettore ti ho votato a sinistra, e ti ritrovo a destra. Ti ho votato con un programma, e ti ritrovo in un partito che ha un altro programma. Dopo di che, che il PD non si sia capito cosa abbia di sinistra sono anni che lo sappiamo. Che il cambio di casacca sia sport nazionale, pure. Poi c’è tutta la tiritera sulla fine delle ideologie, che è di una tristezza infinita: prima di tutto perchè non è vero, e, secondo, perchè se fosse vero sarebbe una tragedia. Le ideologie esistono e infatti al mondo esistono Salvini e le curde di Kobane: solo che ai politicanti non frega un fico secco della Politica, è tutto un fatto privato, di interessi e di poltrone, chissenefrega delle ideologie, di ideali e visioni del mondo! E quindi per certe persone chi resta da una parte, sempre e per sempre, anche quando è perdente, è oggetto di scherno, uno che di “politica” non ne mangia. Cosa devono capirne dei travagli di chi vive la crisi interna alla sinistra, di chi si ammala pur di difendere un’appartenenza in cui crede e che pure è piena di contraddizioni e limiti?
Io ti voto a sinistra e ti ritrovo a destra, ma tanto cosa cambia? Già: dovrei insegnare questo ai miei alunni, secondo voi. Che non esistono più destra e sinistra, che è tutto un mangiamangia o – versione nobile – che l’importante è avere a cuore il “bene comune” (ma quale?), non importa da che parte stai.
Io invece voglio insegnare altro. Voglio raccontare la storia. La storia della destra e la storia della sinistra. La storia di chi è stato dalla parte dei nobili e quella di chi è stato dalla parte dei deboli. La storia di chi ha salvaguardato le disuguaglianze e quella di chi ha lottato per l’uguaglianza. La storia di chi ha negato diritti e quella di chi ha costruito diritti. E poi la storia delle corruzioni, dei traformismi, dei mescolamenti. La storia di questo caos infinito, dei voti dati turandosi il naso, dei 3% difesi strenuamente, dei tentativi di rinnovare ogni volta, degli errori, e nel frattempo di un’antipolitica galoppante, astensionismi e disillusioni, disgusto e qualunquismo. Ai miei alunni voglio chiedere scusa da parte di un mondo adulto che li ha confusi, facendo credere loro che tanto è tutto uguale: mentre tutto uguale non è, perchè c’è chi i migranti vuol gettarli in mare e chi li vuole accogliere, chi i campi rom li vuole radere al suolo e chi li vuole vivere, chi i servizi essenziali li vuole privatizzare e chi li vuole pubblici, chi con la guerra si arricchisce e chi la guerra la combatte, chi il pianeta lo distugge e chi il pianeta lo difende, chi discrimina gli omo e i transessuali e chi lotta per i loro diritti, chi ha ridotto la scuola in un’azienda e chi la vuole ancora Scuola, chi crede che la politica sia “fatti li cazzi tua” (ah, a proposito, questo è del neo-partito di Francantonio!) e chi crede sia “I care”. Soprattutto, c’è chi la Politica la fa per servizio e non per potere.
Volevate fare la sfiducia? L’avete fatta! La sfiducia nei partiti e nella politica, quella sì, l’avete costruita!

Mi resta la speranza che, nonostante questi osceni trasformismi, chi domani riandrà a votare abbia conservato una briciola di fiducia nella Politica, quella vera, e sacra. Nonostante tutto questo.

Ivana Risitano
Consigliera Comunale Cambiamo Messina dal Basso

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *