Quel “vasa vasa” che puzza di ma…rcio

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(foto EdG)

Ottobre 2014: “Qui c’era puzza di mafia e continua ad esserci”, dice il Sindaco Accorinti durante il suo intervento all’assemblea straordinaria dell’ANCI Sicilia riunita a Palazzo dei Normanni.
Immediata la reazione indignata di Franco Rinaldi. Ardizzone accusa Accorinti di “antipolitica e dispregio delle istituzioni”.

Agosto 2015: un tweet degli organizzatori del Transeuropa Festival parla di Messina come città che per anni è stata amministrata da “partiti legati alla mafia”. Vento dello Stretto chiede a Cambiamo Messina dal Basso di replicare a questa “pericolosa semplificazione”.

9 aprile 2016: un tweet di Luca Eller, neoassessore al bilancio della giunta Accorinti, accende la miccia di un putiferio mediatico; quello che doveva essere un “tecnico” in una fase amministrativa delicata si reca alla convention del PD e non ci va neanche da solo: con lui il Sindaco Accorinti, da sempre privo di tessere partitiche ma evidentemente, a detta di molta stampa, di politicanti e di sostenitori sinceramente sconfortati, parecchio confuso e imprudente. Le spiegazioni arrivano dopo alcune ore, ma la presenza alla Faraona di Eller e Accorinti sarà materia di attacco per settimane.

27 aprile 2016: un post su Facebook di Luca Eller fa esplodere un caso mediatico ancor più forte del precedente: l’assessore parla di “puzza di mafia”, una seduta di consiglio rischia di chiudersi senza il voto della IUC perché “se prima Eller non chiede scusa non votiamo nessun atto”, il giorno dopo un consiglio comunale intero è dedicato a rimproveri e richiesta di spiegazioni; molti in città, compresi anche “accorintiani”, si indignano per la vaghezza delle sue accuse, inopportune in quanto paternalistiche ed ambigue; ma i più, consiglieri soprattutto, non tollerano che l’immagine di Messina sia sporcata da un “forestiero”: come se a sporcarla fosse DIRLO che la mafia c’è, e non il fatto stesso che ci sia.

7 maggio: Totò Cuffaro è a Messina per presentare il suo libro. Le foto ritraggono i suoi abbracci con Emilia Barrile, Presidente del Consiglio Comunale, Elvira Amata, Peppuccio Santalco, Paolo David, Simona Contestabile. Presenti anche altri ex ed attuali consiglieri comunali (MessinaOra riporta i nomi di Zuccarello, Abbate, Amadeo), Franco Scoglio e Francantonio Genovese.
Cuffaro è uscito dal carcere a dicembre del 2015. C’è rimasto 4 anni, anche se in realtà la condanna era di sette. Favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio. Gli stessi consiglieri che hanno accolto al Royal Francantonio Genovese dopo la sua uscita dal carcere e che – dimostrando la totale sudditanza della politica dall’economia – in un battito di ciglia lo hanno seguito nel salto dal PD a Forza Italia, gli stessi vicini a Santi Formica che qualche giorno fa in tv si vanta di essere fascista, si fanno fotografare senza pudore insieme a lui.

Ieri al Tg di Tremedia ho parlato di puzza di marcio: il fetore di una pessima politica che sposta l’attenzione sugli errori della giunta Accorinti per sottrarla ad anni di bilanci falsi, all’inchiesta per gettonopoli, a clientele, ricatti, favoritismi, ripicche. Tanfo di un marciume che ancora manda le sue esalazioni anche in questi anni in cui si sta osservando il tentativo di parte della cittadinanza di dare un colpo di reni e riscattarsi dalla malapolitica.

Ora c’è da chiedersi: la stampa scandalizzata per i post di Eller sui social come affronterà la vicenda dell’esposizione pubblica dei consiglieri accanto a Totò Vasa vasa? Ci saranno titoli clamorosi e articoli per giorni? E la Presidente del Consiglio cosa farà? Accetterà la richiesta di chi chiede chiarimenti pubblici? Si sentirà in dovere di tranquillizzare i cittadini che con la politica marcia vogliono rompere per sempre?

Ivana Risitano, Consigliera Comunale di Cambiamo Messina dal Basso

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Un commento

  • Sono sconcertata per l’assoluta indifferenza di noi messinesi…non si può stare più a guardare…si DEVE fare qualcosa…

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