21 vie in memoria delle Madri della Repubblica

L’associazione Toponomastica femminile insieme al gruppo Pari Opportunità di Cambiamo Messina dal Basso hanno chiesto all’Amministrazione comunale e alla commissione toponomastica di Messina l’intitolazione di 21 strade in memoria delle Madri della nostra Repubblica e del loro determinante contributo al riconoscimento della dignità di pensiero ed espressione politica delle italiane tutte.

Le candidate alla Costituente furono in tutto 110 e fra queste solamente 21 le elette, a fronte dei 556 posti nell’assemblea costituente, rappresentando cosi meno del 4% dell’intera Assemblea.

21 donne che rappresentarono il meglio dei Partiti che le avevano candidate.

 

Le 21 elette furono:

Maria Agamben Federici, Adele Bei, Bianca Bianchi, Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Filomena Delli Castelli, Maria De Unterrichter Jervolino, Nadia Gallico Spano, Angela Gotelli, Angela Maria Guidi, Nilde Iotti, Teresa Mattei, Angelina Livia Merlin, Angiola Minella, Rita Montagnana, Maria Nicotra Fiorini, Teresa Noce, Ottavia Penna, Elettra Pollastrini, Maria Maddalena Rossi, Vittoria Titomanlio.

21 donne che avevano alle spalle storie d’impegno sociale e politico e alcune anche esperienze da combattenti, di lotta partigiana, di carcere per attività antifascista, di esilio o di deportazione nei campi di concentramento nazista.

Fra di loro Teresa Noce, esponente della lotta partigiana, reduce dal lager di Ravensbruck, dove è stata imprigionata dai tedeschi; Rita Montagnana Togliatti e Nilde Iotti, per il Partito Comunista; Maria Federici, che si distinse fra le donne della DC per i numerosi interventi a favore della parità della donna lavoratrice e della possibilità di accesso a tutte le carriere, Maria Cingolani Guidi, esponente del Partito Popolare, Angelina Merlin, socialista e rappresentante del primo antifascismo.

L’Assemblea Costituente rappresentò per loro la possibilità di mutare la condizione discriminata e fortemente squilibrata di tutte le donne italiane. 21 figure femminili di diversa generazione, estrazione sociale ed esperienza, capaci di scardinare, con analisi illuminate e proposte coraggiose, i meccanismi sociali e politici che fino ad allora avevano recluso il femminile nei modelli elaborati in via esclusiva da Stato, Chiesa e Famiglia.

Solo 5 di loro, Angela Gotelli (Dc), Maria Federici (Dc), Nilde Iotti (Pci), Angelina Merlin (Psi) e Teresa Noce (Pci) fecero parte degli estensori materiali del testo sottoposto all’Assemblea plenaria sono stati i componenti della cosiddetta “Commissione dei 75”.

Le Costituenti, come ricorda Annamaria Barbato Ricci, fecero un lavoro lungimirante, perché guardarono avanti, anticipando con grande lucidità, l’evoluzione della società italiana. Esse, non tenendo conto delle convinzioni e dei pregiudizi del tempo, si batterono per far conquistare alla donna una parità di diritti che, in alcuni casi, rimane solo sulla Carta, sia pure Costituzionale, ma che in ogni modo, garantisce e legittima ogni riforma e ogni legge successiva, a partire dall’approvazione della legge Noce sulla maternità nel 1950, per arrivare, nel 1964, all’abolizione del coefficiente Serpieri(in base al quale, posto il valore della giornata lavorativa in agricoltura di un uomo pari a 1, quello della giornata lavorativa della donna risultava pari 0,60. Una donna, cioè, lavorava lo stesso numero di ore dell’uomo per ricevere un compenso che era poco più della metà. Tale regola era stata introdotta con una legge del 1934); all’apertura alla Magistratura, o alla riforma del codice di famiglia del 1975 o alla legge sulla parità nel lavoro del 1977, fino all’ultima importante modifica, apportata all’articolo 51 della Costituzione, che stabilisce il principio delle pari opportunità. Siamo fermamente convinte che bambine e ragazze, oggi, diversamente dai loro coetanei, difficilmente possano identificarsi con donne di spessore culturale nei loro percorsi quotidiani, come quelle che abbiamo appena evidenziato, dove incontrano quasi esclusivamente riferimenti a madonne e sante, associate a modelle e manichini. “Se siamo oggi qui, in questo itinerario di democrazia, continua Annamaria Barbato Ricci nel suo contributo in occasione della Conferenza sulle costituenti (Cagliari 2009) lo dobbiamo anche a queste 21 donne ed al loro sapiente e istintivo gioco di squadra. A loro, dunque, che, pur su fronti politici diversi, s’impegnarono per donare una libertà vera e vissuta a questo nostro Paese.

Consapevoli che, come ricordava Monica Lanfranco su “Donne di fatto”, “l’esclusione delle donne e del femminile passa anche attraverso la cancellazione dei nomi, delle storie e delle vite delle donne che raramente sono nominate nelle strade delle città, e che quindi non entrano nel quotidiano del nostro vivere i luoghi” chiediamo l’intitolazione a 21 donne che costituiscono un modello straordinario di politica: alta, vera, di idee e ideali, vissuto, onestà, al servizio della comunità alla quale tutti e tutte dobbiamo guardare con immensa gratitudine.

 

CURRICULA COSTITUENTI allegato B

ALLEGATO A ELENCO COSTITUENTI

intitolazione vie costituenti

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