Robin Hood

di Ivana Risitano (Consigliera Comunale Cambiamo Messina dal Basso)

L’articolo di Danila La Torre sul pagamento del parcheggio a Torre Faro è un’interessantissima occasione di studio su come parte dell’informazione giornalistica si sia messa a servizio di una narrazione (o l’abbia addirittura costruita) tesa a screditare l’amministrazione Accorinti e a derubricare il suo operato a “rivoluzione tradita” o addirittura “contro-rivoluzione”. Già immagino la levata di scudi in difesa del diritto di opinione, della libertà di stampa e del diritto di critica. Ogni persona minimamente intelligente e in buona fede, però, capirebbe che qui non è affatto questo il problema: si ragiona, infatti, su come titoli e articoli possano manipolare il lettore, ed avere come prima finalità quella non di informarlo, ma di orientarlo verso una data lettura della realtà.
Si parla, innanzitutto, di rivoluzione al contrario. Evidentemente, per la La Torre, la Giunta Accorinti sta andando nella direzione opposta al proprio programma elettorale.
Della pedonalizzazione (con conseguenti disincentivi dei parcheggi singoli all’interno del paese e incentivi per il grande parcheggio e l’uso della navetta) e dei suoi effetti benefici a vari livelli, della riduzione di inquinamento atmosferico e acustico e di traffico automobilistico, non si parla: tutto è descritto come un’operazione volta a “semi-privatizzare” l’area, a privilegiare i ricchi e penalizzare i poveri.
Ferma restando la libertà della Robin Hood del giornalismo messinese di scrivere quello che vuole, i lettori per fortuna non sono tubi digerenti ma esseri pensanti, e avranno il buonsenso (non tutti forse, ma va bene comunque) di capire quanto strumentale possa essere questa lettura.
La mia, che non sono giornalista ma cittadina e consigliera, è, guarda un po’, diametralmente opposta: il mio favore alle aree pedonali ha le stesse motivazioni di sempre; in più, io vedo questo tipo di organizzazione dell’area di Torre Faro come una possibilità di democratizzazione dell’accesso ad essa: il caos disincentiva, sprecare un serbatoio di benzina in coda disincentiva o penalizza economicamente, inquinare dentro gli ingorghi fa male alla salute e all’ambiente.
Poter pagare, invece, due euro ad automobile (e quindi incentivare l’uso in comune di auto, dato che la tariffa si suddivide tra tutti i passeggeri) per un’intera giornata di parcheggio, e così usare gratuitamente la navetta (quindi arrivare su un mezzo a quattro ruote davanti alla spiaggia inquinando meno e producendo meno caos), è un’operazione perfettamente in linea col nostro programma.
Infine, fa davvero sorridere quando a farsi paladini dei poveri sono i sostenitori politici dei partiti che i poveri li stanno massacrando da decenni. Viene il sospetto – ma è solo un sospetto, eh! – che si tratti di ipocrita retorica populista. Sarà probabilmente, invece, l’illuminazione un po’ tardiva di quei pezzi di città che si son scoperti a favore dei deboli e a tutela dei beni comuni, e che certamente sin da subito faranno pressione sui loro interlocutori politici regionali, nazionali ed europei per abbattere il sistema ingiusto che, a partire dalla contro-rivoluzione Accorinti, hanno deciso di combattere.

Ps. Se i comunicati della consigliera Risitano e di CMdb non appariranno più su Tempostretto.it, saprete perché. Ma via, non sarà così: a Messina, a non reggere le critiche è la Giunta Accorinti.

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