RENATO NON HA VINTO LE ELEZIONI

Dopo quasi due anni posso dirmi quasi certo che Renato non ha vinto le elezioni. E’ un errore pensarlo, un falso ideologico.
Mi scuseranno i politici di lungo corso, i contabili, e tutti coloro che ancora oggi non riescono a trovare l’equazione che giustifichi alla ragione quanto è successo. Che visualizzano tutto ciò che succede all’interno della società in termini di bilancio tra forze.
Scuseranno il mio buonismo da quattro soldi.
In realtà Accorinti, da educatore libero qual è, insieme a quel manipolo di ragazzi che hanno messo in piedi l’esperienza della campagna elettorale prima e del movimento Cambiamo Messina dal Basso poi, ha realizzato qualcosa di più essenziale e più straordinario per i tempi che corrono: fare comunità. Quell’esperienza è stata, per analogia, come il sasso gettato in uno specchio d’acqua stagnante. La forza impressa crea cerchi concentrici che vanno, ad iniziare dai più esterni, a scomparire pian piano, mentre i più interni resistono nel tempo. La densità del fluido, già scarsissima di questi tempi in cui tutto è disgregato, fa scendere il sasso parecchio in profondità e con enorme rapidità. Ai legami molecolari sostituiamo, sempre per analogia, una grandezza sconosciuta e rivoluzionaria, quasi trascendente: la fiducia.
Componente essenziale di ogni relazione umana, ma mai come adesso negata, svilita, offesa, ridotta a dimensione elettorale, o peggio a banale fideismo.
Il pericolo è presto detto: c’è chi oggi pensa che la fiducia sia una forza concentrica, potenzialmente autoritaria, rivolta a chi non ne è degno, a loro dire per incapacità o per alto tradimento. Niente di più sbagliato. Le persone passano. La fiducia è più propriamente quel legame diffuso, non autoritario, che distribuisce il movimento impresso a tutto lo stagno, rendendolo non più inerte.
Un sasso passa quasi indisturbato all’interno di un gas, di una nuvola.
Genera invece movimento all’interno di un fluido.

La scelta, io credo, stia tutta qui: spezzare o costruire legami.

A tutti coloro che si adoperano con fatica per costruire legami, e sono sempre tantissimi, va tutta la mia gratitudine e la mia commozione.

A tutti coloro che, dall’interno, dall’esterno o dal confine, dal centro o dalla periferia, per narcisismo, per professione, o semplicemente per incomprensione, stanno oggi erodendo e distruggendo relazioni di fiducia costruite col sudore, rendendoci tutti un po’ più soli, dico: il conto non vi sarà presentato alla prossima tornata elettorale.
Non lo pagherete in termini di consenso.
Il conto ve lo presenterà, silenziosamente, la storia.

Roberto Marino

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Un commento

  • Sono amareggiata nel constatare che i nostri amici, i nostri vicini, i nostri colleghi, i nostri parenti non hanno alcun desiderio di cambiare, di analizzare veramente la nostra realtà ma noi ci riusciamo ed è questo l’aspetto più importante.

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