Stop Pubblicità sessista!

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Non ci sono battutine stereotipate sessiste né frasi che giocano sull’equivoco, ma il video che campeggia su internet per pubblicizzare una serie di party universitari organizzati da un noto locale della riviera nord messinese, e che mette in mezzo il corpo delle donne, fa gelare il sangue nelle vene.
Sguardi ammiccanti, ragazze sensuali ed accaldate che si sfiorano, sederi in mostra e gesti inequivocabili: questo è il contenuto del video in oggetto, e non si capisce in cosa tutto ciò possa minimamente essere collegabile a ciò che si vuole pubblicizzare, almeno che non si tratti di un sex party (ma allora è stato sbagliato nome).

Un minuto e 37 secondi scorre così, ogni secondo peggio dell’altro, passando dalla mera mercificazione del corpo della donna, riducendola a puro oggetto del piacere maschile, alla stereotipizzazione del ruolo che le donne ricoprono nella società.
Lo stereotipo femminile è da sempre stato collegato alla pubblicità, usata come esca comunicativa: è totalmente inaccettabile, quindi, che il suo corpo venga ancora oggi utilizzato solo come oggetto del desiderio maschile, svilendolo di qualsiasi altro tipo di contenuto. Ed è inaccettabile che venga girato un video in cui il comportamento da oggetto venga visionato come la normalità.

È risaputo che la pubblicità è lo specchio della società in cui viviamo e che ne rappresenta le idee e i valori più diffusi. Ed è tristemente per questo che, in un periodo in cui femminicidi e violenza sulle donne riempiono tristemente tutte le prime pagine dei giornali, imperano le pubblicità che sviliscono la figura femminile con un coacervo di visioni sessiste che trasformano le donne da soggetto in oggetto.

Risulta fondamentale, quindi, fermare la divulgazione di questi messaggi fuorvianti; si tratta di spot pubblicitari che nascondono una mentalità quanto meno retrograda e che ostacolano, con la loro perpetuazione, la realizzazione delle pari opportunità.

Per bloccare questa deriva misogina che enfatizza le discriminazioni e frena il progresso sociale, chiediamo l’immediata cancellazione della suddetta pubblicità e abbiamo per questo inviato segnalazione al sito dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, con il quale vi è una convenzione in atto dal 2014 (delibera 818 del 21/10/2014) con il Comune di Messina.

CMdB – Cambiamo Messina dal Basso