Nuova Carta di Intenti

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CARTA D’INTENTI
del movimento Cambiamo Messina dal Basso

CHI SIAMO E COSA VOGLIAMO

1. Storia

1.1 Il movimento denominato Cambiamo Messina dal Basso nasce a seguito dell’esperienza elettorale
che nel giugno 2013 ha vittoriosamente sostenuto la candidatura a sindaco di Messina di Renato
Accorinti e le relative liste presentate al Consiglio Comunale e ai Consigli Circoscrizionali. Si è
manifestato in quell’occasione l’impegno civile e politico di centinaia di cittadine e cittadini di
varia estrazione e formazione, provenienti da esperienze diverse ma accomunati dal bisogno di
abitare attivamente la città e di restituire nuova dignità civica a tutti gli abitanti attraverso il
metodo della democrazia partecipata, l’affermazione della giustizia e dell’equità sociali e la tutela
di tutti i diritti costituzionali.
In quella circostanza hanno trovato una sintesi tante anime della società messinese; si sono
saldate generazioni e sensibilità differenti; l’impegno consolidato di alcuni ha accompagnato
l’emergere, in altri, di una nuova consapevolezza civica e politica; hanno trovato nuova
comunanza e relazione le lotte per la pace e il disarmo, per l’ambiente e il territorio, per la salute,
la continuità territoriale senza il Ponte, i diritti civili e di cittadinanza, il lavoro, il reddito, la
sostenibilità delle scelte economiche e delle politiche energetiche, i beni comuni come principio
delle relazioni d’uso nel territorio, le pratiche delle reti civiche e associative.

2. Identità

2.1 CMdB è un movimento che non punta alla mera rappresentanza politica o alla formazione di un
ennesimo gruppo gerarchizzato: suo obiettivo è soprattutto la creazione di nuovi istituti di
partecipazione democratica all’interno dei quali tutti gli abitanti dei luoghi abbiano la possibilità di
maturare una consapevolezza civica e di tradurla in partecipazione alle decisioni collettive, secondo
un modello di democrazia dell’autogoverno.

2.2 CMdB promuove e condivide l’assunzione di responsabilità da parte di chiunque, vivendo e
operando in questa città così come altrove, si impegni per migliorare la qualità della vita di ciascuna/o
e di tutte/i, curando l’ambiente naturale, il tessuto urbano, il sistema delle relazioni. In questa
prospettiva il movimento opera per rafforzare il senso di appartenenza, per favorire buone pratiche
partecipative, per sviluppare reti solidali. Questo elemento attraversa e informa di sé, anche nel
metodo, l’azione ed i programmi elettorali di CMdB, costruiti nel confronto tematico con i cittadini.

2.3 CMdB critica fortemente le ingiustizie dell’attuale sistema economico neoliberista e combatte
affinché si realizzi una nuova società nella quale le risorse siano più equamente distribuite fra la
popolazione.

2.4 CMdB si colloca all’interno di una rete di relazioni, formali e informali, con altre esperienze di
impegno politico in tema di diritto alla città e neomunicipalismo, in Italia come all’estero. In tale ottica,
promuove la partecipazione dei propri attivisti ad incontri e appuntamenti ricadenti in quest’ambito;
si impegna per il rafforzamento e l’approfondimento di queste collaborazioni; trae spunto da questo
tipo di scambi per la pianificazione e attuazione delle proprie attività a livello locale, nazionale e
internazionale.

2.5 Simbolo Il simbolo di CMdB esprime la natura e le aspirazioni del
Movimento: le frecce ascendenti rinviano alla volontà di agire per una
trasformazione dell’esistente che risollevi “dal basso” le sorti della città;
le sette fasce con i colori dell’arcobaleno indicano che questo
cambiamento può realizzarsi solo su uno sfondo di relazioni plurali e
nonviolente.
Qualsiasi decisione relativa all’uso e alla riproduzione del simbolo di
CMdB è di competenza dell’assemblea di CMdB.

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3. Valori condivisi

3.1 I criteri che orientano l’azione politica del Movimento sono: l’impegno politico inteso come
servizio alla comunità, l’amore per la città, l’ascolto di ogni esperienza, la pari rilevanza riconosciuta al
ruolo di ciascuna/o (dalla quale discendono l’organizzazione orizzontale del Movimento stesso e la
centralità dell’assemblea, cui spetta l’assunzione di tutte le decisioni fondamentali).

3.2 Il Movimento pone a fondamento della propria visione della società alcuni principi guida che
informano la sua etica, la sua azione politica, le relazioni interne ed esterne e l’eventuale svolgimento
di ruoli istituzionali:

  1. la difesa dei principi fondamentali della Costituzione nata dalla Resistenza;
  2. il bene della collettività come progetto politico e civile, valore etico ed educativo fondante;
  3. l’uguaglianza e la conseguente lotta per la trasformazione del Sistema, contro ogni ingiustizia
    sociale;
  4. l’emancipazione degli ultimi e dei soggetti deboli della società;
  5. la difesa e la valorizzazione dell’ambiente, del territorio e della sostenibilità, e il
    riconoscimento dei diritti della Terra, così come di ogni forma di vita in essa presente, anche
    attraverso la partecipazione alle lotte contro i cambiamenti climatici;
  6. la laicità quale principio di accoglienza, libertà e apertura;
  7. la nonviolenza quale metodo di relazione all’interno del movimento, nelle lotte per la
    trasformazione della realtà locale e nella visione internazionale delle relazioni tra i popoli, e il
    sostegno all’autodeterminazione dei popoli e alle lotte di liberazione in caso di forti attacchi
    alla democrazia e alla giustizia sociale.
  8. il contrasto e la condanna di ogni forma, vecchia e nuova, di fascismo, di ogni metodo
    autoritario che in qualsiasi modo limiti la libera espressione dell’individuo, e di ogni forma di
    negazionismo storico;
  9. l’interculturalità, l’integrazione e la contaminazione quali modalità di relazione sociale;
  10. l’uguaglianza nei diritti di cittadinanza e le pari opportunità per tutte le persone;
  11. la cultura e l’istruzione accessibili a tutte le persone e l’informazione libera dai
    condizionamenti del potere, quali basi per una reale emancipazione dai bisogni e da ogni forma
    di assoggettamento;
  12. il riconoscimento dei talenti, dell’impegno, delle competenze, di ogni persona in condizioni di
    pari opportunità;
  13. la trasparenza, la legalità e la lotta alle mafie, unitamente al riconoscimento del diritto alla
    disobbedienza civile e alla resistenza contro le violazioni della dignità della persona, contro le
    negazioni di elementari principi di giustizia sociale, contro le restrizioni ingiustificate della
    fruibilità e salvaguardia dei Beni Comuni, materiali e immateriali, contro le limitazioni delle
    libertà e dei diritti garantiti dalla Costituzione;
  14. la salvaguardia e la valorizzazione delle culture in tutte le loro manifestazioni, siano esse
    materiali o immateriali;
  15. l’apertura al progresso e alla ricerca scientifica orientata al miglioramento delle condizioni di
    vita degli esseri viventi, nel rispetto dei limiti etici e dei vincoli desumibili dal punto
    precedente;
  16. l’accesso e la fruizione universale ai risultati della ricerca stessa, a prescindere dalle condizioni
    sociali ed economiche della singola persona;
  17. il riconoscimento del valore dell’autorganizzazione civile, politica e sociale e dell’autogestione
    dei progetti di cittadinanza.

4. Obiettivi generali

4.1 CMdB mira alla concreta applicazione dei valori sopra enunciati avviando percorsi di liberazione
del territorio e delle istituzioni attraverso le buone pratiche e l’azione diretta pacifica e nonviolenta.

4.2 CMdB persegue il coinvolgimento di tutti gli abitanti in una rete di cittadinanza attiva ed alimenta il
processo partecipativo nei territori.
A tal fine:
-sostiene tutte le persone che, singolarmente o in gruppo, elaborano forme di partecipazione
democratica alla vita collettiva non in contraddizione con il quadro dei principi sopra esposti;
-promuove incontri tematici e/o territoriali ed altre forme di confronto con la città;
-sollecita l’introduzione di nuovi istituti di partecipazione popolare e l’attuazione di quelli già
previsti, sia nell’ambito della democrazia rappresentativa (referendum consultivi, petizioni e
istanze popolari, iniziative di legge popolari, consulte, etc.) che in quello della democrazia
partecipativa (dibattiti pubblici, bilanci partecipativi, forum, etc.)
-si riunisce regolarmente in incontri aperti a tutti;

4.3 CMdB si prefigge la trasformazione dell’esistente anche attraverso l’affermazione di una “buona
Amministrazione” attenta all’interesse della collettività, attiva nel contrastare il predominio di quei
gruppi di potere (politici, economici, professionali e amministrativi) che tendono a soggiogare la cosa
pubblica.
Rispetto alle diffuse ingiustizie sociali che si sono venute a creare anche in conseguenza di queste
logiche di potere, CMdB opera costantemente per modificare in senso perequativo la distribuzione dei
redditi, dei saperi, delle opportunità, dei poteri.

4.4 Anche nel caso in cui si trovi fuori dalle Istituzioni amministrative (Giunta, Consiglio Comunale e
Consigli Circoscrizionali), CMdB si dà il compito di “aprire” le porte del Palazzo, mettendo al servizio
della città l’esperienza acquisita dentro le istituzioni, rendendo accessibile alle piazze e alle strade il
linguaggio amministrativo, producendo proposte e assumendo iniziative, secondo il modello del
“Municipalismo oltre il Municipio”.

6. Organizzazione

Gli strumenti e le modalità organizzative e di attuazione dei valori e obiettivi contenuti in questa Carta
sono indicati nel documento “Linee guida per la partecipazione”.