Biblioteca Comunale: De Luca e il tentativo di camuffare con l’apparenza fumosa l’assenza di sostanza

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Blitz alla Biblioteca Comunale: De Luca e il tentativo di camuffare con l’apparenza fumosa l’assenza di sostanza.

In uno dei suoi ultimi “blitz”, nei quali la tanta apparenza prova maldestramente a celare l’assenza di sostanza, il sindaco di Messina Cateno De Luca ha detto di voler rilanciare la Biblioteca Comunale Tommaso Cannizzaro, della quale sembra che tanto lui quanto il suo ex Assessore alla Cultura (semi-desaparecido) sconoscessero evidentemente l’esistenza fino ad oggi.
Non si può che essere d’accordo. A cominciare dalla necessità di un’apertura tarata non su orari da ufficio ma sull’effettiva necessità di fruizione di questo servizio.
Ma attenzione. Come lo vuole fare? Beh, spendendo 80.000 euro l’anno e facendola gestire a due dipendenti, per un totale di quattro unità per la gestione di tutte le attività culturali del Comune!
Questo è quanto vale, per l’amministrazione De Luca, la biblioteca comunale.
La verità è che i progetti di rilancio nel cassetto ci sono ma evidentemente è meglio dedicarsi a blitz social fumosi, piuttosto che mettersi a lavoro. La politica del fumo negli occhi per nascondere le magagne più profonde della scellerata gestione della città. E le (pochissime) pagine della relazione sul primo anno di mandato dedicate alle politiche culturali lo testimoniano.
I progetti che esistono già riguardano in primo luogo una visione d’insieme di gestione e fruizione di tutti gli spazi culturali del Palacultura Antonello, restituirlo interamente alla CULTURA con bandi pubblici che consentano di creare opportunità di lavoro per operatori del settore cittadini, a partire dai più giovani, mettendo a sistema la Gamm e la Biblioteca. Questo garantirebbe l’apertura continuata, un efficientamento economico, oltre, appunto, ad opportunità di lavoro. Ed invece, tutti gli interventi compiuti finora da questa amministrazione sul Palacultura sono andati nella direzione di un impoverimento culturale che preoccupa fortemente: dalla chiusura degli “Spazi liberi”, ovvero quelle sale a disposizione gratuita della città per attività culturali ed aggregative, al trasferimento in quella sede di nuovi, ulteriori uffici. E al di là di questo, il nulla cosmico. Si depotenzia il servizio fino a disaffezionare l’utenza e poter giustificare il poco personale.
È quantomeno bizzarro che per rilanciare la Cultura, si punti a sostituirne gli spazi essenziali con uffici che poco c’entrano con la fruizione che dovrebbero avere. Ma tant’è.
Per tutto questo, chiediamo al nuovo assessore con delega alla cultura Caruso (nonostante tutto, noi continuiamo a provarci…), di rilanciare la Biblioteca comunale Tommaso Cannizzaro e le politiche culturale cittadine, magari cominciando, una buona volta, a dire come stanno le cose senza nascondersi dietro annunci roboanti che nascondono scelte politiche di tutt’altro verso.
Chiediamo di aprirsi ed ascoltare le istanze del mondo della cultura, finora inevase.
Chiediamo di fermare lo smantellamento di quegli uffici e servizi che andrebbero, invece, potenziati.
(N.B. : nel frattempo,  il servizio “Cultura” nel nuovo funzioni gramma targato De Luca non esiste più).
Cambiamo Messina dal Basso