Il nostro amico Mohammed non è più un invisibile

questa la differenza sostanziale tra un senza fissa dimora che vive nelle strade  da non residente e uno che, invece, la residenza ce l’ha.

Dobbiamo avere ben chiaro che un senza fissa dimora non è solo una persona che non dispone di una abitazione ma è, soprattutto,  una persona “senza diritti”, un invisibile.

Il confine è formalmente sottile, ma la differenza sostanziale è ampia, profonda, spesso drammatica.

virtuale

Mohammed da oggi, anzi dal 28 gennaio 2015, è residente nella nostra Messina  e, in quanto tale, dispone di una Carta di Identità emessa da questo Comune; può firmare un contratto di lavoro, affittare un’abitazione o semplicemente una camera nella quale vivere, può usufruire delle cure sanitarie in un ospedale pubblico, iscriversi nelle liste di collocamento, nelle graduatorie per la casa popolare, iscrivere i propri figli a scuola, avere un medico di famiglia, ottenere una pensione, iscriversi ai cantieri di servizi, insomma, avere un’altra possibilità nella vita e scampare alla condanna della strada e del buio.

La “residenza” nel Comune in cui ha deciso di vivere è il principale tra gli strumenti per uscire dalla povertà, costituendo la chiave di accesso alla città, a tutti i servizi e a tutte le opportunità della vita sociale.

Non comprendere l’importanza di questo semplice status giuridico, del diritto ad ottenerlo – riconosciuto alla persona senza fissa dimora dalla legge, sulla base di un elemento oggettivo, ossia la permanenza in un determinato luogo, e di uno soggettivo, la volontarietà di tale permanenza –  e non adottare provvedimenti sostanziali tali da colmare una lacuna comportamentale-amministrativa tutta locale porta, inevitabilmente, alla ghettizzazione di una povertà che non si limita a quella economica, ma sconfina in quella profonda e drammatica,  relazionale e sociale.

L’iscrizione nel registro della popolazione residente  dà accesso ai diritti fondamentali; basta pensare al diritto alla salute, al diritto allo studio, al diritto alla fruizione dei servizi di welfare, al diritto di circolazione, al diritto ad una vita libera e dignitosa.

Mohammed risiede in Via della Casa Comunale n.1, non ha una casa, ma non è più un invisibile.

Il Gruppo Tematico “Sostegno ai Senza Fissa Dimora” del Movimento CMdB, dopo l’ideazione e la realizzazione, insieme all’amministrazione Accorinti,  del dormitorio comunale La Casa di Vincenzo si prefigge, come prossimo obiettivo, di incidere sugli uffici amministrativi comunali affinché si realizzi uno sportello unico per i Senza Fissa Dimora con un’attività di segretariato sociale dedicato, luogo di incontro e confronto tra l’amministrazione stessa, le associazioni di volontariato cittadino e i fratelli di strada.

L’impegno e il lavoro che dedichiamo ai nostri progetti sociali ha, come unico obiettivo, quello di realizzare la città che sogniamo.

Gruppo Tematico
Sostegno ai Senza Fissa Dimora

-CMdB-

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